lunedì 21 gennaio 2013

La Neige...

Sta nevicando da circa un’ora ed io sono seduta in un tipico cafè parigino guardando dalla finestra uno spettacolo che non ho mai visto prima.
E’ la prima nevicata ‘importante’ per me qui a Parigi, la neve si appoggia e forma i contorni dei rami, delle strade, delle macchine, riempiendo la superficie di ogni cosa che tocca.

Sto cercando di guardare la neve da due prospettive diverse, infatti, se la guardo in  lontananza e nel suo insieme, sembra che non veda l’ora di cadere e posarsi al suolo, cade velocissima. Se invece cerco di guardare i singoli fiocchi, sembra che quasi lottino contro la forza di gravità per non cadere, e a volte perfino sembra vogliano ritornare un po’ su per poi abbandonarsi definitivamente.

E’ uno spettacolo incredibilmente piacevole soprattutto se riesci a guardare la neve dalla seconda prospettiva ti trasmette un senso di serenità; cade lentamente e sembra rallentare tutto quello che c’è intorno dando un senso di calma e tranquillità anche allo spirito.

Queste immagini le sto fotografando nella mia mente, guardo il tutto con tanta curiosità e fascino. E’ un paesaggio per me nuovo e come una bambina rimango incantata ad osservarlo.

Rue d'Assas 

Tocco la neve, ho voglia di camminare sentendo che si appoggia su di me per poi sciogliersi pian piano…Che meraviglia!


Jardin du Luxembourg




lunedì 12 novembre 2012

The importance of Allies

The warrior of light who does not share with others the happiness of his choices will never come to know his own qualities and shortcomings.
So before you start anything, find allies – people who are interested in what you are doing. 
I am not saying “Find other warriors of light.” 
I am saying: “Find people with different skills, because a warrior’s fight for his dream is no different from any other path that is followed with enthusiasm.” 
Your allies will not necessarily be those people that everyone looks at in admiration and says: “there is nobody better.” Much to the contrary, they are people who are not afraid of making mistakes, so they make lots of mistakes. That is why what they do is not always praised or acknowledged.
Yet this is the type of person that changes the world and after many a mistake manages to get something right that will make all the difference to their community. 
Allies are people who cannot hang around waiting for things to happen and later decide on the best attitude to take: they decide as they go along, even knowing that this type of behavior is very risky. 
Living with allies is important for a warrior of light; together, they all understand that before choosing the objective they are free to change their mind. But after the objective has been decided upon, they focus only on the steps they have to take. And they think as they go along: “each step requires a lot of effort, but it’s worth the risk, it’s worth betting one’s very life.”
The best allies are those that do not think like most people. That is why, when looking for companions to share the enthusiasm of the dream, it is important to believe in intuition and pay no attention to others’ comments. Most human beings always judge others using their own limitations as the model – and sometimes the opinion of the majority is full of prejudice and fear. 
Join all those who experiment, take risks, fall, get hurt and then take risks again. Stay away from those who affirm truths, who criticize those that do not think like they do, who have never taken a step without being sure that they would be respected for that, and who prefer the comfort of certainty to the tension of doubt. 
Join those who expose themselves and are not afraid of being vulnerable: these watch what their neighbor is doing, not to judge him but rather to admire him for his dedication and courage. 
Perhaps the warrior feels tempted to think that his dream does not interest everyone, such as bakers and farmers, for example. But in the warrior they will have a good example of perseverance and courage. And a baker can teach a lot of things, such as the exact mixture of the ingredients, which is based more on intuition than technique. A farmer can show the importance of patience, sweat, respect for the seasons, and the futility of cursing storms – because that is a sheer waste of time. 
Therefore, each one of us has something different to teach, and it is all these differences added together that we call “wisdom”. 
Join with those who are flexible and understand the road signs. These are people who do not hesitate to change direction when they come across an insurmountable barrier or when they spot a better opportunity. They possess the quality of water: getting around rocks, adapting to the flow of the river, sometimes changing into a lake – until the hollow is full and it can continue on its path, because water never forgets that its destiny is the sea and that sooner or later that is where it has to reach. 
Join those who have never said: “that’s it, I have to stop here.” Because just as winter is followed by spring, nothing can stop, and the warrior’s road is an endless path. After achieving his objective, he finds another challenge, and it is necessary to start all over again, always using everything he has learned while traveling along. 
Join with those who sing, tell stories, enjoy life and have joy in their eyes. Because happiness is contagious and always manages to prevent people from becoming paralyzed by depression, loneliness and difficulties. 
Join those who walk with their head held high, even though they have tears in their eyes. Stay away from those who hold their head high because they have never shed a tear, never looked to the sides. 
A true warrior of light does not confuse arrogance and authority, joy and superficiality, persistence and impatience. He has his doubts and at times feels oppressed by loneliness, but he knows that there are many people who think like he does, and that it is just a matter of time until he finds his true allies.

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Il guerriero della luce che non condivide con gli altri la gioia delle sue scelte non conoscerà mai le proprie qualità e i propri difetti.
Dunque, prima di cominciare qualsiasi cosa, cerca degli alleati – qualcuno a cui interessi ciò che egli sta facendo. 
Non dico: “cerca altri guerrieri della luce.” 
Dico: trova altre persone con abilità diverse, perché la battaglia di un guerriero per il suo sogno non è diversa da qualsiasi altro cammino intrapreso con entusiasmo. 
I suoi alleati non saranno necessariamente quelle persone che tutti guardano con ammirazione, affermando: “non esiste nessuno migliore.” Anzi, al contrario: sono persone che non hanno paura di sbagliare e, dunque, commettono molti errori. Per questo, non sempre ciò che fanno viene elogiato o riconosciuto.
Ma è questo tipo di persone che trasforma il mondo e che, dopo molti errori, compie qualcosa di giusto che farà la differenza nell’ambito della sua comunità. 
Gli alleati sono persone che non possono continuare ad aspettare che le cose accadano, per poi decidere quale sia l’atteggiamento migliore da assumere: essi decidono a mano a mano che agiscono, pur sapendo che questo tipo di comportamento è molto rischioso. 
Convivere con gli alleati è importante per un guerriero della luce: insieme, tutti capiscono che, prima di scegliere l’obiettivo, sono liberi di cambiare idea. Ma, una volta definito l’obiettivo, si concentrano solo sui passi che devono fare. E, via via che procedono, pensano: “ ogni passo richiede molto sforzo, ma vale la pena scommetterci anche la vita”. 
I migliori alleati sono quelli che non la pensano come la maggior parte degli altri uomini. Perciò, nel cercare i compagni con cui condividere l’entusiasmo del sogno, è importante credere nella propria intuizione e non dare importanza ai commenti altrui. La maggior parte degli esseri umani giudica gli altri avendo come modello la propria limitazione – e a volte l’opinione della maggioranza è viziata da preconcetti e paure. 
Unisciti a tutti coloro che provano, rischiano, cadono, si feriscono e rischiano di nuovo. Allontanati da quelli che affermano le verità, criticano chi non la pensa come loro, non hanno mai fatto un passo senza essere sicuri che per questo sarebbero stati rispettati, e preferiscono la comodità delle certezze alle tensioni dei dubbi. 
Unisciti a coloro che si espongono e non temono di essere vulnerabili: essi guardano ciò che il loro prossimo sta facendo, non per giudicarlo, ma per ammirarlo per la sua decisione e il suo coraggio. 
Forse il guerriero prova la tentazione di pensare che il suo sogno non interessa a tutti, come i panettieri o gli agricoltori, per esempio. Ma essi avranno nel guerriero della luce un buon esempio di perseveranza e coraggio. E un panettiere può insegnare molte cose, come le dosi esatte degli ingredienti, più sulla base dell’intuizione che della tecnica. Un agricoltore può dimostrare l’importanza della pazienza, del sudore, del rispetto per le stagioni e dell’inutilità di imprecare contro le tempeste – perché tutto ciò è una perdita di tempo. 
Quindi, ciascuno ha qualcosa di diverso da insegnare: ed è la somma di queste diversità che noi chiamiamo “saggezza”. 
Unisciti a coloro che sono flessibili e capiscono i segnali del cammino. Sono persone che non esitano a cambiare rotta quando scoprono una barriera insormontabile, o quando intravvedono una opportunità migliore. Possiedono la qualità dell’acqua: aggirare le rocce, adattarsi al corso del fiume, a volte trasformarsi in lago, fino a colmare la depressione, per poi proseguire il cammino, perché l’acqua non dimentica che il suo destino è il mare, e prima o poi vi giungerà. 
Unisciti a coloro che non hanno mai detto: “basta, bisogna fermarsi qui.” Perché così come all’inverno fa seguito la primavera, niente può finire, e la strada del guerriero è un cammino senza fine. Una volta raggiunto l’obiettivo, egli incontra una nuova sfida e deve ricominciare di nuovo, usando sempre tutto ciò che ha appreso mentre camminava. 
Unisciti a coloro che cantano, raccontano storie, si godono la vita e hanno la gioia negli occhi. Perché la gioia è contagiosa, e riesce sempre a impedire che gli uomini si lascino paralizzare dalla depressione, dalla solitudine e dalle difficoltà. 
Unisciti a chi procede a testa alta, anche se ha gli occhi pieni di lacrime. Allontanati da chi procede a testa alta perché non ha mai pianto, non si è mai guardato intorno. 
Un vero guerriero della luce non confonde l’arroganza con l’autorità, la gioia con la superficialità, la persistenza con l’impazienza. Egli ha i suoi dubbi, a volte si sente oppresso dalla solitudine, ma sa che c’è tanta gente che la pensa come lui, ed è solo questione di tempo, ma alla fine troverà i suoi veri alleati.



(Paulo Coelho)

martedì 9 ottobre 2012

Une Chambre dans le Ciel …


Da poco più di un anno vivo nel sesto arrondissement di Parigi, sulla ‘Rive Gauche’ (per la sua posizione sulla riva sinistra del fiume Senna).

Vivo in una di quelle stanze che, dai francesi viene chiamata ‘chambre de bonne’. E’ un tipico piccolo monolocale o, come nel mio caso, una stanza con cucina e bagno separati sul pianerottolo.
Il soffitto è mansardato e una bellissima luce entra ogni mattina da un lucernario sopra il mio letto; è bellissimo poter vedere il cielo da qui, le nuvole correre veloci, il luccichio delle stelle, guardare la pioggia venir giù, sentirla cadere ma essere abbracciati da questo piccolo luogo che mi protegge.
E’ un ambiente ricavato all’ultimo piano dei palazzi borghesi costruiti nel XIX secolo, vi si accede tramite una scala secondaria e di solito solo a piedi…sì, vivo al sesto piano con più di cento scale ad accogliermi al mio arrivo a casa ed altrettante a darmi la buona giornata quando esco di casa…e mi va bene quando è solo una volta; ma non mi lamento, è importante tenersi in forma e i glutei sicuramente ringraziano :).

All’origine queste camere vennero costruite per essere le camere da letto delle c.d. ‘bonne à tout faire’, cioè le domestiche di servizio stabile nelle famiglie borghesi del palazzo.
Oggi, scomparse tutte le ‘bonne,’ vi è un grosso business su queste camere con grosse speculazioni da parte dei proprietari.
Parigi, anche da questo punto di vista, risulta essere una delle città più care d’Europa.

Questo arrondissement è molto signorile, mi trovo a due passi dal Jardin du Luxemburg, il giardino del Senato francese che è ospitato nel Palazzo du Luxemburg.
E’ bello uscire di casa e poter passeggiare nel parco; lo preferisco soprattutto in Autunno quando regala meravigliosi colori caldi, e in Primavera, quando il profumo dei fiori gli dona dolcezza. E’ piacevole sedersi sul prato a leggere un libro o passare del tempo con degli amici facendo un pic nic. E’ una ‘scorciatoia’ nelle ore in cui è aperto, perché attraversandolo si può arrivare nella zona di S.Michel/Notre Dame de Paris.



mercoledì 16 novembre 2011

La vie en...

Accompagnare qualcuno all’aeroporto e sapere di dover rimanere in una città che in qualche modo ti ha 'adottata' è una sensazione piacevole, per la voglia di restare, ma allo stesso tempo amara perché quel qualcuno sta andando via…
Mi piace trascorrere del tempo in aeroporto, guardare lo schermo delle partenze, tante destinazioni e la mente comincia a viaggiare in ogni angolo del mondo…quante emozioni  che trasmette l’aeroporto, quanti ‘mondi’ che si incontrano e si scontrano; persone che volano via chissà in quale parte del mondo e persone che arrivano da chissà quale parte del mondo o che ritornano semplicemente a casa. Persone che si salutano, sorrisi, abbracci, lacrime e promesse… incontri, arrivederci e talvolta adii,  e ti fermi a pensare a quante persone entrano nella tua vita ogni giorno, quante rimangono e quante vanno via, tutte per una ragione tutte per regalarti un qualcosa: amore, amicizia, sorrisi ed emozioni, delusioni, consigli o un caldo abbraccio che non ti fa sentire sola.
Ritorno nella mia Parigi che i colori dell’autunno rendono calda e speciale, come ad Amélie anche a me piace fare cose un po’ ‘fuori dal normale’,infatti a Ge piace camminare tra le foglie autunnali accumulate lungo i marciapiedi e vedere come un sentiero si apre davanti a lei, a Ge piace guardare le foglie che cadono dal cielo pensando che siano miriadi di stelle che hanno deciso di farsi un viaggetto sulla terra…
Anche qui a Parigi le nuvole corrono veloci, ricordo la prima volta che feci questa considerazione era dedicata al cielo che guardavo sopra Londra: ‘le nuvole corrono proprio veloci’, per questo il tempo può cambiare da un momento all’altro rendendo, da un punto di vista, ancora più affascinante questa città...



Jardin des Tuileries - T Sun

Place des Vosges - Marais

Bassin de la Villette area

The dance of the leaves

sabato 29 ottobre 2011

Paris-Byzance

…Ed è così che mi ritrovo all’Aeroporto Charles de Gaulle di Parigi: destinazione Istanbul.
Il volo è previsto per le 12.35 ma un po’ di ritardo si sente già nell’aria, e, infatti, mi giro verso lo schermo delle partenze e leggo i trenta minuti di ritardo.
Ancora non posso credere a quello che sta succedendo, un viaggio di tre giorni per un evento organizzato da una famosa casa di moda francese nel cuore culturale della Turchia. Ed è proprio da qui che comincia l’avventura…
Partiamo con volo Air France classe ‘Premium’ (sembra importante), è la mia prima volta in una classe diversa da quella ‘economy’. Il mio posto è centrale, alla mia destra un ragazzo, a dire il vero non molto interessante, e alla mia sinistra un signore, ancora meno interessante, impegnato per tutta la durata del viaggio a dormire.
Un sorriso spunta sul mio viso quando leggo sul menù:’Confit de Canard’ e penso che l’anatra non la mangerò mai!...Ma…Mai dire Mai, la curiosità mi assale e basta un piccolissimo assaggio per innamorarmene e finirla tutta.
Mi lascio travolgere completamente da quest’atmosfera e alla domanda dell’hostess:’cosa desidera da bere?’, rispondo senza pensarci troppo:’Champagne, merci’…hahaha, questo dimostra come riesco ad adattarmi facilmente a ogni tipo di situazione.
Arriviamo all’Aeroporto Ataturk di Istanbul alle 16.00 ora locale (c’è un’ora in più rispetto a Parigi). L’accoglienza nella zona arrivi mi lascia letteralmente senza parole: decine e decine di persone accalcate tutte insieme ognuna delle quali ha ben esposto il suo foglio con il nome della persona da accompagnare in città. Questa scena suscita in me un po’ di ansia e, vedendo la mole di persone lì ad aspettare, mi domando se fosse stato difficile o pericoloso arrivare in città se nessuno fosse venuto a prendermi.
Non ho tempo di trovare una risposta perché subito intravedo il mio nome su uno dei tanti fogli A4 in bella vista. Mi avvicino insieme a Delphine, l’unica che ha voluto fortemente la mia partecipazione all’evento, e domandiamo chiarimenti.
In pochi minuti siamo fuori dal ’branco’ in una Mercedes che ci accompagna direttamente al Luxury 5 stelle Hotel’Ciragan Palace Kempinski’.
Il tragitto dall’Aeroporto all’Hotel non offre un panorama mozzafiato; case molto vecchie, altre cominciate e mai finite, vestiti messi al sole ad asciugare, tanto traffico disordinato e conducenti impazienti a strimpellare.
Tutto comincia a farsi un po’ più ‘normale’ con il nostro avvicinarsi all’Hotel, anche se il traffico purtroppo non ci abbandona fino alla fine.
L’Hotel in cui mi ritrovo è qualcosa di assolutamente meraviglioso. Entro nella mia stanza, la numero 518 e penso: ’Ecco, una stanza del genere a Parigi mi farebbe proprio comodo, potrebbe risolvere tutti i mie problemi. Questo è chiedere troppo?’ hahaha…
Dopo aver letto i vari biglietti di benvenuto e scoperto i diversi confort della stanza, mi rimangono solo pochi minuti di riposo prima di incontrare gli altri dello staff sulla terrazza. Ed è quando metto piede proprio su quest’ultima che mi accorgo di avere davanti a me uno degli spettacoli più belli della natura.
Siamo, infatti, sul Bosforo, lo stretto che divide l’Europa dall’Asia unendo il Mar Nero al Mar di Marmara. Questo stretto, data la sua posizione, ha una notevole importanza strategica per il traffico commerciale delle petroliere.
Dalla stessa terrazza posso guardare il Ponte sul Bosforo, una struttura moderna sullo stile del ponte di Brooklyn, che collega la parte Europea a quella Asiatica. Uno spettacolo di piccole luci creato in parte dalle auto che transitano sul ponte e in parte dalle luci che definiscono i bordi del ponte stesso.
All’improvviso il silenzio di questo paradiso viene interrotto, impiego pochi minuti a capire di cosa si tratta. E’ l’ADHAN’, la chiamata alla preghiera. E’ molto difficile spiegare quel suono e quelle emozioni che trasmette, è una litania pronunciata dal ‘MU’ADHDHIN’, cioè la persona che viene scelta per richiamare i fedeli a pregare.
E’ la mia prima volta in un Paese musulmano e sono affascinata da ogni cosa, è la scoperta di una nuova cultura. È guardare ed ascoltare tutto quello che fino a questo momento faceva solo parte di me attraverso i libri, le esperienze vissute da altri, e per un momento mi sento veramente felice della mia vita e di tutto quello che mi sta capitando.
Scoprire nuove culture, nuovi modi di vivere, nuove lingue, nuovi popoli non fa altro che contribuire alla nostra crescita intellettuale, culturale ma soprattutto ‘umana’. Ti apre la mente e ti fa scoprire il ‘diverso da te’, aiuta, secondo il mio personale punto di vista, ad ‘accettare’ e vivere in armonia proprio con chi è diverso dalla nostra cultura, lingua, religione, colore della pelle, possiamo imparare dall’altro e dare qualcosa di noi allo stesso tempo. In questo modo riusciamo a vivere in maniera più completa perché cominciamo a guardare le cose da diverse prospettive, cominciamo a rispettare l’altro in quanto essere umano, malgrado la condivisione o meno degli stessi punti di vista.
E’ chiaro che, perché questo possa succedere, serve una predisposizione mentale e spirituale verso l’altro, aprire il cuore e la mente all’accettazione dell’altro. Il risultato sarà inevitabilmente la Libertà. Si è liberi di pensare, si è liberi di condividere i propri pensieri, non rimanendo schiavi di convenzioni sociali, culturali e religiose che possono contribuire solo alla chiusura e alla ‘bigottagine’ di tanti.
Ritornando al mio racconto, che strana sensazione ascoltare l’Adhan, ho pensato subito: ‘chi lo sa se un musulmano che per la prima volta ascolta le campane di una chiesa può essere affascinato allo stesso modo’…
Le moschee hanno delle alte torri che si innalzano verso il cielo, i ‘Minareti’ (in Arabo Manar che significa faro), è da lì che il mu’adhdhin recita l’Adhan. Oggi, però, in molte moschee gli Adhan sono registrati e diffusi con megafoni. La preghiera rituale si esercita cinque volte al giorno ad orari prestabiliti: alba, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto, notte.
Prima dell’evento e la mattina dopo ho modo di visitare un po’ la città. Ci consigliano il centro storico con Santa Sofia e la Moschea Blu.
I quartieri storici di Istanbul sono stati dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità e adesso so il perché…
Passeggiare per quelle strade è stato interessante, divertente e avventuroso allo stesso tempo. La prima tappa e Santa Sofia, il simbolo della potenza bizantina, prima basilica, poi moschea, ora è uno splendido museo. Mi trovo di fronte ad una struttura maestosa con mosaici bizantini, colonne con capitelli decorati e marmi di colore verde, rosa e bianco.
Da lì ci incamminiamo verso la Moschea Blu. Cerchiamo di entrare dal primo ingresso che troviamo davanti a noi ma non ci è consentito l’accesso da lì e ci viene indicata l’entrata riservata ai turisti.
All’ingresso ci viene consegnato un sacchetto, dove mettere le scarpe, e una stola azzurra da poggiare sulle spalle o sul capo.
La luce che trovo di fronte a me appena entro è meravigliosa, tutto il decoro è blu, quindi, la luce che filtra, riflette questo splendido colore. Non ci sono sedie né panche in modo da facilitare la preghiera che per i musulmani avviene in ginocchio; a terra c’è la moquette, le luci sono semplici, sembrano tanti candelabri appesi al soffitto.
L’area riservata alla preghiera è definita da un limite oltre il quale i turisti curiosi non possono andare per rispetto delle poche persone che sono rivolte verso la di Mecca a pregare. La moschea ha una sorta di nicchia chiamata ‘miḥrab (che nelle moschee più umili, può essere semplicemente disegnata su una parete o indicata da qualche oggetto nella preghiera all'aperto) che indica la direzione della Mecca e della Kaʿba, considerata il primo santuario musulmano dedicato al culto di Allah.
Ci sono anche alcune donna a pregare e loro sono raccolte in fondo, dietro di noi, i loro visi si intravedono appena perché nascosti dalla ‘mashrabia’, una sorta di parete, di solito in legno intagliato, che permette la visione dall’interno verso l’esterno ma non il contrario; di solito queste pareti caratterizzano l’architettura dei Paesi musulmani.
La bellezza di quelle luci è ancora una volta surreale, quasi mi tiene imprigionata e faccio fatica a ritornare nel caos della città..
Una volta fuori, passeggiamo ancora per le stradine del centro storico ammirando negozi che propongono i cibi più svariati o ancora tappeti di ogni genere e lampade dai mille colori.
Senza considerare la direzione presa arriviamo al Gran Bazar, una stretta ma lunghissima strada pedonale piena di negozi e botteghe di ogni genere. Data la mole di sorveglianza, non sembra un’aria tanto sicura così, dopo un po’, decidiamo di rientrare in albergo dove il lavoro ci attende. La nostra decisione viene accompagnata dal suono dell’Adhan che sembra darci l’arrivederci e che ci coglie ancora di sorpresa ma questa volta è molto più forte e intenso, copre ogni suono, ogni parola…
Siamo quasi pronti per la serata, uno spettacolo meraviglioso ci attende, una scenografia mozzafiato, suoni delicati, colori caldi, profumi intensi che si mescolano in un’atmosfera da mille e una notte.
La serata va molto bene e alla fine anche in questo paradiso ci meritiamo un po’ di riposo…
Arriva, così, l’ultimo giorno di quest’avventura. Il volo è previsto nel primo pomeriggio quindi ci affrettiamo a sistemare le ultime cose prima della partenza e ne approfitto per ‘respirare’ per alcuni momenti da sola questa splendida città.
Il ritorno a Parigi è stato un ritorno alla realtà, una realtà sicuramente arricchita da questo viaggio intenso, magico, di scoperta e sorpresa, un viaggio che rimarrà come un altro pezzettino di vita vissuta!

Walking to Hagia Sophia

Sultanahmet Mosque (better known as the "Blue Mosque")  


 Mashrabia







 At Gran Bazar
 Bosforo Bridge

Istanbul corner 

 Paris-Byzance Event




domenica 23 ottobre 2011

We're all sensitive people with so much to give...

 I dont know exactly what path I'm on but i know that i'm walking and i cant say i'm looking for it because i'm already walking on it, i'm continuing to walk and i'll go on and on..sometimes i fall but i know how to get up and walk again, I'm growing, all of us are growing and we never finish to grow and learn...What i know is that i'm here for a reason, for that reason i met you on my way, for that reason i'm here now, for that reason i have the people i have around, for that reason i'm walking sometimes slowly and sometimes faster... I know, that reason will make me company until the end and will help me to walk my life...

domenica 16 ottobre 2011

Sono qua :) ...

Dopo un anno esatto sono ancora qua...
Mi volto e guardo a quanto è successo in un solo anno: tanti cambiamenti, tante riflessioni, momenti bui e Angeli intorno; vedere cambiare ogni singola stagione e ancora far parte di questa realtà.
Sì, quante cose sono successe ma se ancora guardo indietro sembra appena trascorsa una notte...Quanta forza e quanto coraggio sono venuti fuori ma anche debolezze e sconforti. Immense gioie e profondi dolori, lontananze e riavvicinamenti.
Nuove persone, nuovi luoghi e culture, è stato bellissimo scoprirle con la curiosità di un bambino, è stato bellissimo scoprirle con la consapevolezza che, malgrado tutti i cambiamenti e le scelte di vita, le persone importanti restano, nella mente e nel cuore, ma sono soprattutto presenti nell'anima.
Fino ad ora Parigi è la città dove ho vissuto più a lungo ma è anche la città nella quale non avrei mai immaginato di vivere per più di una settimana. Una città piena di magia ed interessi ma anche una città fredda e talvolta indifferente, una città colma di 'arti' e culture, una città meravigliosa anche grazie al contributo di diverse altre culture che la abitano e che la rendono veramente speciale.
Una città nella quale nessuno, e ripeto nessuno se non me stessa avrebbe mai immaginato che l'avrei potuta veramente vivere così a lungo. Facevo proprio sul serio quando dicevo: ' diventerà la mia città'...e sono ancora qua...
Proprio in occasione del mio primo anniversario con Parigi voglio pubblicare la prima pagina del mio blog.
Il desiderio di creare uno spazio tutto mio da condividere con gli altri c'è sempre stato ma l'ispirazione e la ragione che mi hanno fatto finalmente cominciare, sono state le parole colte in una conversazione con una persona a me cara che, a proposito del mio viaggio a Istanbul, mi diceva: ' che bello Gelsomina tutto quello che stai facendo e quante splendide esperienze, magari in passato avrei tanto voluto farle anche io e adesso veramente le sto vivendo attraverso i tuoi racconti'.
Ecco, è proprio questo lo scopo del mio blog: portare con me le persone che amo, ovunque io possa andare e qualunque cosa io possa fare.
Far vivere alle persone che amo le emozioni che provo 'ascoltando' i profumi, 'toccando' i colori, 'guardando' i suoni e 'respirando' i tramonti attraverso la mia scrittura e le mie immagini. Far 'volare' anche loro insieme a me regalandogli un pò di 'libertà' e regalandomi un pò di calore pensando di non volare sola ma insieme a loro!

Place du Theatre - Montmartre